Esercizio di svuotamento

Concepisci ogni emozione come provocata da un agente verbale, un vero e proprio organismo composto di diversi corpi, esattamente come accade per ogni essere vivente.

Nell’eventualità si affacci alla tua percezione un’emozione particolarmente fastidiosa (in realtà sarebbe utile compiere questo esercizio per qualunque emozione suscitata da un organismo verbale, incluse quelle positive e piacevoli), agisci come segue.

Esempio: la parola “genitore” sostituita a “madre” ti infastidisce per le sue implicazioni? Vuoi scoprire la vera natura di questi meccanismi, operati dalla società? Agisci come segue.

Per 15 minuti concentrati sul corpo fisico della parola. Osservala scritta in corsivo, in stampatello, in caratteri gotici, con ogni font ti venga in mente. Medita su ogni singola linea o curva che la compone, scomponila in ogni suo arto, in ogni sua cellula. Visualizzala tradotta in diverse lingue, da sinistra a destra e viceversa, osserva le singole lettere, suddividila continuamente in sillabe, mescolandole, anagrammando ecc. Poi, per 5 minuti, svuotati di ogni singola cellula visualizzata.

Per 15 minuti concentrati sul corpo eterico della parola. Questo è il suo potere vitale, l’etimologia, il significato, le trasformazioni che questo ha subito nel tempo, l’evoluzione stessa della parola in questione. Tutte le sue accezioni, passate e presenti, cercando altresì di indagare quali saranno i suoi successivi sviluppi, quali significati assumerà nel futuro non soltanto della tua lingua ma anche in quello di molti altri idiomi. Osserva come l’organismo verbale in questione è stato utilizzato, coltivato e allevato dagli autori che conosci, cercane altri, indaga sempre più profondamente. Poi, per 5 minuti, svuotati di ogni singola energia vitale visualizzata.

Per 15 minuti, concentrati sul corpo astrale della parola. Quali sentimenti provoca in te, come agisce sulla tua mente, quali emozioni emergono in te facendo risuonare nella mente il suo corpo spirituale, il più rarefatto e astratto, valuta come l’idea che soggiace alla parola agisce nei tuoi confronti. Come quest’idea influenzi la tua visione della Realtà, quali siano le sue implicazioni, le conseguenze di un tale modello di pensiero. Poi, per 5 minuti, svuotati di ogni singolo sentimento legato all’idea della parola.

Attendi altri 5 minuti, semplicemente osservando. C’è ancora qualcosa? In caso affermativo, riprendi l’esercizio dalla sezione che ti sembra ancora non completamente svuotata, poi attendi ancora.

Procedi in questo modo nei confronti di ogni singolo organismo verbale che si frapponga tra te e la Realtà, finché non rimane che un mero segno, svuotato di ogni potere sulla mente.

Tuttavia, l’organismo sterminato potrebbe lasciare ancora un’ombra della sua presenza: “E’ vero – ti dici – questa parola non significa più nulla per me. Tuttavia, io devo pensare anche agli altri, alla società.” Quando tutto ciò si affaccia alla tua percezione del mondo, prendi l’organismo verbale “società” e mettilo sul vetrino del tuo microscopio. Poi, metti in atto l’esercizio, in tutte le sue sezioni, su di esso.    

Favole del Riempimento

Ci sembra più che evidente la creazione, da parte della mente umana, dopo che l’uomo stesso le ha permesso (costretto dalle necessità dell’adattamento) di prendere il sopravvento sugli altri suoi sensi, di “contenitori” e delle relative sostanze con cui riempirli. Ora, i contenitori, in origine semplici segmenti della Realtà manifestata ai sensi e della materia terrestre, non sono altro che eventi accorsi ed enti apparsi durante la storia della presenza umana sul pianeta. Ognuno di questi contenitori – eventi – enti (incluso, per estensione, l’universo stesso) è stato riempito dei contenuti psichici traboccanti da una mente elevata dall’uomo a identificazione pressocché assoluta con l’esistenza biologica di se stesso. A questo punto l’auto-inganno creato dal pensiero diviene totale: l’uomo riempie la Cosa [ Die Sache ] di ciò che crede essere se stesso, per di più senza accorgersene, perchè la mente ha preso il sopravvento sulla sua Volontà, vestendone i panni. La cosiddetta “storia della coscienza” è tutta qui: un lungo, interminabile racconto che ha come topos l’ “Horror Vacui”; è una favola del riempimento, un gioco perverso che vela la “cosa-in-sé” raggruppandola (σύμβολον) ed accorpandola ai contenuti mentali, sulla base dei quali funziona il meccanismo sociale, una fusione che risulta altrettanto pervertita. Se non altro per prendere consapevolezza del gioco in cui si trova, l’uomo deve ora dividere (Διάβολος) il contenuto dal contenitore, guardare ad entrambi nella loro sostanziale vacuità concettuale: la prima esperita dalla mente, la seconda prodotta dalla natura. Una volta ripristinata la visione-non-mediata, il gioco del riempimento potrà risultare perfino divertente.

Coprolalia Acosmica

Coprolalia Acosmica

Ovvero: l’oscenità osservabile nel processo di definizione dei sistemi

La “Prima Parola” dopo un Mahapralaya potrebbe, durante il corso del Manvantara, essere interpretata come un “Discorso Osceno”, un “Filosofema Mostruoso”; ciò accadrebbe, eventualmente, nel malaugurato caso l’evoluzione di monadi autocoscienti facesse in modo che queste ultime misconoscessero il silenzio all’inizio della Manifestazione (Pre-) Cosmica. Tutto ciò ribalta, in effetti, l’intero processo cosmologico, così com’è interpretato dall’Anarco-Spiritualismo. Propone, infatti, l’alternativa che un universo non verbalizzato o silente sia interpretato dalla mente conscia di una creatura senziente come causale-deterministico, con conseguente radicalizzazione di pessimismo-nichilismo nella percezione illusoria della non-illusione cosmica. In questo caso peculiare, la Vibrazione strutturante-verbalizzante proverrebbe dall’interno, dai recessi di un Ego auto-cosciente.

Domanda: un universo non-mahamantrizzato può manifestarsi positivamente ovvero formalmente?  E, se può farlo, può anche “permettere” l’evoluzione di monadi coscienti atte a percepirlo incongruamente?

La Risposta è “Sì”, riguardo entrambe le questioni.

Poiché priva di una “Parola Eonica”, quindi di un principio o forma predefinita, una Manifestazione (o, piuttosto, una Non-Manifestazione) può sussistere nella possibilità assoluta di ogni forma o non-forma, di ogni nome o non-nome. Né si deve credere che un universo e/o sistema manifestato-macroscopico debba necessariamente sussistere soltanto attraverso una strutturazione verbalizzante, poiché la dicotomia essere/non-essere si reifica esclusivamente nell’ambiente psichico di una monade formalmente auto-cosciente. In altre parole, una non-manifestazione eonica silente risulta visibile a un ambiente psichico consono alla sua visualizzazione, l’una non esistendo senza l’altra, in linea (almeno generale) con l’Interpretazione di Copenhagen. E, di conseguenza, un eone silente o non-mahamantrizzzato permette qualsiasi mutazione e/o trans-formazione concepibile dalla Possibilità Assoluta, incluso il suo non-auspicabile fraintendimento.

Come conseguenza di ciò, il cosiddetto “MA-ION” o “eone di Maat” (Verità =Silenzio), annunciato da Adepti come Frater Achad e Soror Andahadna, potrebbe: 1- sussistere non-visto nell’attuale Manifestazione Eonica; 2- manifestarsi in seguito, a certe condizioni (principalmente d’ordine ionico-nucleare), secondo l’unidirezionale – temporale – escatologico ordine (thelemitico) eonico; 3- sussistere adesso, parzialmente invisibile, in una sovrapposizione eonica specularmente invertita (fenomenologia d’inversione ottica) e avvertibile dalla monade silente tramite esplorazione dimensionale reiterata indefinitamente.

Sempre in termini thelemitici (poiché altre dottrine non hanno identificato con un nome il Ma-Ion: l’A.S., per esempio, si riferisce a esso semplicemente come “eone-non-eonico”, implicando in tal modo una differenza epistemologica fondamentale), l’Eone del Silenzio è quello della “Figlia” (Hé), laddove il presente ciclo è dominato dal Figlio (Vau). Ecco dunque che la “possibilità infinita” di un periodo contemporaneamente manifestato e non-manifestato è rappresentata dalla vagina della Figlia in opposizione all’unidirezionale pene del Figlio.

La possibilità di strutturazione verbale di un universo non-vibrazionale da parte di una forza non-insita al sistema in questione, per quanto in linea con il duplice riflesso mente/universo – universo/mente esplicato in LN-I, e sebbene rappresenti una probabilità assai remota (almeno, per l’Anarchismo Spirituale), è perfettamente congeniale al modello di una mente strutturata/strutturante, per la quale il silenzio non è concepibile, se non nei termini di un “Discorso Mostruoso” o comunque aberrante.

Il concetto di “Teratoma Cosmico” assume qui una duplice valenza: l’A.S. si considera tale nel contesto di un universo strutturato verbalmente (o elettricamente, secondo l’interpretazione favorita); al contrario, una mente strutturata verbalmente visualizzerà come un teratoma o “Parola-Mostro” una Manifestazione Silente o qualunque dottrina che si muova in tal senso. La “Prima Parola della Scimmia” è, per il Vero Iniziato, una Non-Parola, cioè il silente a-mantra di Alalus; esso diviene “scimmiottamento della verità-parola” per la mente adeguatasi a un ambiente verbale. Allo stesso modo, l’universo-zero o Mondo di Silenzio, “Pura Terra del Bodhisattva”, è percepito “semplicemente” come un illusorio riflesso o, più precisamente, come una proiezione falsificata, l’immagine stessa o “imitazione” del Principio Cosmico il cui paradigma domina nella psiche ricevente.

Per l’A.S., la Scimmia-Kaf rappresenta invece il perfetto simbolo dell’Anarcopaleotaoismo (APT), nella cui era pre-evale risiede il paradigma radicalmente opposto a quello appena presentato. Un modus vivendi in cui, nonostante la Realtà Manifestata rimanga strutturata da una Vibrazione (in qualunque modo la si voglia intendere), la mente permane invece in un vuoto stato di assoluta non-ricezione di tale flusso.

Quando ancora non si era usciti dal Caos, gli Uomini Antichi erano partecipi della placida indifferenza che permeava tutto il mondo. A quell’epoca lo Yin e lo Yang erano armoniosi e calmi, il loro riposo e il loro movimento non erano disturbati, le quattro stagioni giungevano a tempo debito, le Diecimila Creature non erano danneggiate, gli esseri viventi non morivano prematuramente. Anche se qualcuno aveva la capacità di conoscere, non la usava mai. Questo era lo stato della Somma Unità. A quell’epoca nessuno agiva, ma tutti seguivano sempre la spontaneità.” (Chuang Tzu).

Esiste tuttavia un’altra possibilità: quella, cioè, che sia stato proprio l’abbandono del modus vivendi Anarcopaleotaoista a verbalizzare (o strutturare con qualsiasi Vibrazione possibile nel Tutto) l’universo cui l’A.S. ha assegnato il nome “Saha”. Naturalmente, ciò implicherebbe una completa oggettività nell’influenza che la mente (una mente collettiva) può avere sulla materia; effetto, quest’ultimo, che dovrebbe essere ascritto all’acquisizione dell’auto-coscienza discriminante o “giudizio” del “riempimento” psichico post-APT.

Chuang Tzu scrisse: “ Il fine della nassa è il pesce: preso il pesce metti da parte la nassa. Il fine del calappio è la lepre: presa la lepre metti da parte il calappio. Il fine delle parole è l’idea: afferrata l’idea metti da parte le parole.”

Qualsiasi modello vibrazionale si voglia utilizzare per analizzare il sistema universale – in sostanza – deve essere abbandonato una volta raggiunta la penetrazione. Forze sonoro-verbali, magnetiche, elettriche, gravitazionali, psichico-microcosmiche, possono coesistere in uno stato di sovrapposizione, la cui analisi può avvenire per via essenzialmente olistico-stocastica o probabilistico-quantistica.

Ai fini di una ricerca completamente disinteressata, è del tutto futile aggrapparsi a una zattera qualunque, se non per attraversare il fiume. Oggettivamente, sembrerebbe evidente una differenza a livello di solidità artigianale del suddetto veicolo natante; ciò non può comunque essere considerato nell’ambito di una concezione relativistica di una qualunque indagine scientifica. Una zattera che imbarca acqua può spingere il conducente a imparare a nuotare e galleggiare per suo conto. Ogni e qualsiasi strumento d’analisi delle realtà universali non può che avere, come fine ultimo, la compenetrazione con ogni suo parallelo, allo scopo di integrarlo e migliorarlo. Niels-Bohr scrisse: “Le particelle materiali isolate sono astrazioni, poiché le loro proprietà sono definibili e osservabili solo mediante la loro interazione con altri sistemi.” Una reintegrazione o apocatastasi verso un unico strumento, invece, necessita semplicemente una visualizzazione da parte di una prospettiva esterna all’universo, cioè fondamentalmente non-più-umana ovvero trans-umana.

Il problema dell’applicazione di un qualsiasi modello all’analisi della Realtà è tanto intrinseco alla scienza razionalistica inconsciamente arenata nella palude della sua stessa natura quanto evidente all’occhio dell’Occultista allenato a guardare nelle profondità abissali oltre i concetti. Fritjof Capra lo esplica brillantemente, seppur dal punto di vista diametralmente opposto, nel passo seguente, tratto dal suo ormai notissimo saggio.

L’osservatore umano costituisce sempre l’anello finale nella catena dei processi di osservazione e le proprietà di qualsiasi oggetto atomico possono essere capite soltanto nei termini dell’interazione dell’oggetto con l’osservatore.” (Il Tao della Fisica).

Per un Ricercatore Occulto (e, più in generale, per ogni persona dotata di buon senso) è evidente che l’“Anello Finale” nel processo di osservazione non può essere l’Uomo, né qualsiasi altra creatura terrestre.  Questa è, del resto, la causa stessa di ogni danno arrecato al pianeta nel quale una delle due forme fisiche umane è localizzata in un punto dello spazio-tempo. In altri punti, altre forme possono ritenere (o non ritenere, secondo il loro grado evolutivo) di costituire un simile “Punto Finale” nella catena dei processi d’osservazione. Questo semplice fatto era palese all’intera umanità, nella fase “apicale” dell’Anarcopaleotaoismo: ogni e qualsiasi mito sulla “Caduta” e successiva reintegrazione è stato causato proprio dall’allontanamento da una tale presa di coscienza. Abbiamo già discusso delle ipotesi sulle possibili cause di tale fenomeno. Non per tali ragioni, comunque, il modello citato perde di valore, o risulta non più applicabile.  Infatti, la segmentazione temporale è un semplice effetto dell’osservazione discriminante, del giudizio separato dalla realtà oggettiva che vuole descrivere. Come scrisse Louis de Broglie: “Nello spazio-tempo, tutto ciò che per ciascuno di noi costituisce il passato, il presente e il futuro è dato in blocco… Ciascun osservatore col passare del suo tempo scopre, per così dire, nuove porzioni dello spazio-tempo, che gli appaiono come aspetti successivi del mondo materiale, sebbene in realtà l’insieme degli eventi che costituiscono lo spazio-tempo esistesse già prima di essere conosciuto.”

In un tale stato (che può essere o non-essere localizzato in una dimensione spazio-temporale) il problema relativistico dell’osservazione soggettiva semplicemente non si pone, poiché la barriera (illusoria) tra soggetto osservante e oggetto osservato è assente.  “Il sistema osservato deve venire isolato per essere definito, ma deve interagire per essere osservato.” (Henry Stapp).

Come ogni altra disciplina spirituale che abbia interesse nei destini ultimi (e primi) dell’universo, l’Anarchismo Spirituale fonda le proprie basi sulla completa compenetrazione nei confronti del soggetto del proprio esame. In altre parole, per mettere in moto una qualsiasi mutazione del sistema, è necessario che lo sperimentatore divenga il sistema stesso. Nelle parole di John Wheeler: “Nel principio quantistico nulla è più importante di questo fatto, e cioè che esso distrugge il concetto di mondo intero come ‘qualcosa che sta fuori di qui’, con l’osservatore a distanza di sicurezza, sperato da esso da una lastra di vetro spessa venti centimetri. Anche quando osserva un oggetto così minuscolo come un elettrone, l’osservatore deve spaccare il vetro: deve entrare, deve installare il dispositivo di misura che ha scelto. Sta a lui decidere se misurare la posizione o la quantità di moto, l’installazione del dispositivo per misurare una delle due grandezze gli impedisce e gli esclude la possibilità di installare il dispositivo per misurare l’altra grandezza. Inoltre, la misurazione cambia lo stato dell’elettrone. Dopo, l’universo no sarà mai più lo stesso. Per descrivere ciò che è accaduto, bisogna eliminare la vecchia parola ‘osservatore’ e sostituirla con il nuovo termine ‘partecipatore’. In un certo qual modo, l’universo  è un universo partecipatorio.”

È opinabile il problema causa/effetto nell’ambito della “contaminazione” mente/universo e universo/mente: infatti, anche nell’eventualità di un universo non strutturato vibrazionalmente (cioè un “non-cosmo”, un “non-ordinamento”), in esso è comunque insita la possibilità di una qualunque vibrazione gerarchizzante. Ed essa, per l’effetto del riflesso speculare, sarà inevitabilmente concepita come “esplosione creativa” (Fiat Lux, Aum ecc.) da un ambiente psichico-microcosmico consimile, che vedrà altresì la possibilità di una non-parola (dissoluzione peraltro insita in ogni creazione) concepita come un teratoma cosmico o un “Discorso Osceno”, mostruoso e aberrante (“satanista”, si direbbe in ambito sociale), unicamente percepito come chimerico e, a conti fatti, utopistico, pur mantenendo, per l’osservazione deviata, la sua natura di “Coprolalia Acosmica”.

27 Luglio 2018, Eclissi Lunare.

Breve Ricapitolazione

L’Anarchismo Spirituale non è fatto di parole. La definizione stessa “Anarchismo Spirituale” o “Anarco-spiritualismo” non è che uno strumento per indicare qualcosa di evanescente sul piano fisico-verbale. Abbiamo riscontrato una polimorfa visione della Loggia Verde in seguito alla Congiunzione del Solstizio d’Inverno. Un’entità staminale-soggettiva adattabile ad ogni paradigma microcosmico. L’assenza di rapporti inviati al Dipartimento rappresenta però una mancanza che avrebbe potuto essere colmata con l’utilizzo dell’altrui esperienza per acquisire realtà ulteriori e tangenti. La Loggia Verde indica ora un'”entità tascabile”, un seme che può essere portato dappertutto e piantato ovunque. Non abbiamo ancora avuto comunicazione se questo sito debba entrare in stato di quiescenza per un periodo di gestazione verde, anche se alcuni dati sembrano indicarlo.

Lo stato indicato dalla locuzione “Anarco-paleo-taoista” non è che la reale, originaria natura dell’Homo Panicus, ovverosia dell’Homo Alalus.

Neb.MAS.LN.LV. ::: ::: :::